Alberto Campagnolo


#LettereDalDirettivo – Cuore e anima, ma soprattutto cervello

Cari infermieri, cari cittadini,

anche queste Feste sono passate, ed entriamo nel periodo in cui i propositi per il nuovo anno smettono di essere semplici promesse e si scontrano con la prova della realtà, fiorendo in azioni tangibili o diventando concime per i prossimi propositi di fine anno.

Se questo è vero per tutti, figuriamoci per gli infermieri, i cui propositi vengono perlopiù formulati in un momento tutt’altro che di meritato relax. Infatti, mentre si lotta sempre con più fervore contro le aperture domenicali dei negozi, molti infermieri hanno dimostrato, come ogni anno, che neppure Natale e Capodanno si salvano, e per buona parte di loro non esiste il fisiologico e meritato ricongiungimento famigliare tipico del periodo.

Sottolineo questo perché tendiamo a dimenticare che, mentre il mondo scarta regali e stappa bottiglie nella calda atmosfera offerta da parenti e amici, la complessa macchina sanitaria non si ferma, e una parte consistente della comunità infermieristica passa le feste erogando assistenza come in qualsiasi altro giorno dell’anno.

È vero: fa parte del lavoro, è retribuito, non siamo gli unici a farlo. Tante sono le attenuanti della virtù che un detrattore potrebbe avanzare. Ma io alzo nuovamente la posta richiamando la passione e l’allegria che gli infermieri riescono a portare nei giorni di festa, sentimenti a cui non sono obbligati, soprattutto considerando le sopracitate rinunce personali.

Chi mi conosce sa che sono un accanito oppositore della filosofia che vede la competenza dell’infermiere proporzionale al numero di sorrisi che offre e di mani che tiene strette: la vicinanza alla persona è importante, ma la professionalità non si esaurisce con azioni che, per quanto apprezzate dai destinatari, risultano semplicistiche se decontestualizzate da un percorso assistenziale articolato. La gentilezza, in quanto qualità innata della singola persona, non può e non deve essere la caratteristica definente di un infermiere, professionista sanitario che opera in ambito rigoroso; risulta però un indispensabile strumento se aggiunta ad un giusto bagaglio di conoscenze scientifiche, e trova la sua importante collocazione all’interno di esso quando incanalata tramite principi culturali quali etica e deontologia, questi sì tra le fondamenta della professione.

Sapendo questo, può risultare strano che io valuti così tanto positivamente gli sforzi degli infermieri per portare un po’ di spirito festivo all’interno di reparti, strutture e servizi. Forse sono i tanti anni passati in corsia a condizionarmi, o forse – come nella migliore tradizione delle commedie a tema – è lo spirito natalizio che mi influenza così profondamente.

Mi rimane quindi solo un immenso GRAZIE. Grazie a chi ha salutato la propria famiglia ad orari improponibili; grazie a chi ha anticipato o posticipato gli auguri perché non presente alle rimpatriate tra amici; grazie a chi ha mangiato il panettone frettolosamente durante la pausa pranzo; grazie a chi ha approfittato del lavoro festivo per indossare cappelli natalizi ed antennine buffe per portare un po’ di spirito festivo ad assistiti e colleghi; grazie a chi ha investito il proprio tempo libero per addobbare alberi ed allestire presepi nei luoghi di cura e riabilitazione; grazie a chi ha portato un po’ di musica e colore nelle Feste di chi è costretto tra le sempre troppo fredde sponde di un letto. Perché, sotto la scorza irreprensibile del professionista competente ed aggiornato, l’infermiere è tra le figure più vicine agli assistiti, e tra queste quella che più ha gli strumenti e le possibilità per scaldare il loro cuore.

Alberto Campagnolo
Presidente OPI Asti


Questionario “La soddisfazione lavorativa degli infermieri in Area Critica: studio e analisi del costrutto”

Riceviamo e volentieri diffondiamo questa richiesta:

Sebbene a livello internazionale sono state eseguite ricerche sulla soddisfazione lavorativa degli infermieri che lavorano in area critica, in contesto nostrano i dati sono ancora carenti. Pertanto, il nostro obiettivo è quello di indagare quali sono i fattori di tipo organizzativo, relazionale e personale che possono aumentare o ridurre la soddisfazione lavorativa dei professionisti. L’ottenimento di questi dati potrebbe avere ricadute sulla qualità delle cure e il benessere dell’ infermiere.
I dati verranno raccolti tramite un questionario, che viene compilato in formato digitale e diffuso attraverso gli Ordini Professionali e Associazioni Infermieristiche (SIIARTI e ANIARTI). Il questionario sarà rivolto agli infermieri che lavorano presso i reparti di area critica, in particolare: Terapia Intensiva/ Subintensiva adulti e pediatrica, Unità di Terapia Intensiva Coronarica, Terapia Intensiva Post-Operatoria, Pronto Soccorso e Stroke Unit. I dati saranno conservati presso gli archivi dell’area master del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Parma, garantendo la privacy e il trattamento dei dati personali.  
Vi ricordiamo che il questionario si svolge in forma anonima e che i dati vengono trattati in maniera aggregata. Se interessati, ci sarà la possibilità di ricevere i risultati dello studio tramite email.

Il questionario è raggiungibile tramite QUESTO link.


#LettereDalDirettivo – Avanti, sempre

Cari iscritti, cari cittadini,

tirando le somme dell’ultimo, importantissimo, anno dell’infermieristica italiana, trovo quasi oltraggioso iniziare spendendo qualche riga a parlare di me; ma delle presentazioni sono d’obbligo.
Sono Alberto Campagnolo, nuovo presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Asti. Si è visto necessario un cambio improvviso quanto inaspettato al timone del consiglio direttivo, e la preferenza accordatami dai colleghi consiglieri mi riempie di orgoglio. Voglio considerare il tempismo della mia nomina, proprio alla fine di un anno estremamente importante, come un incentivo a partire a pieno regime, non permettendo a questo cambiamento di rallentare l’impressionante slancio del gruppo ma, anzi, di sfruttarlo per incanalare tale dinamismo verso obiettivi ancora più ambiziosi.

Dicevo: l’anno volge al termine e, come consuetudine, è periodo di raccoglimento, bilanci morali e buoni propositi. Per la professione infermieristica lo è in particolar modo, poiché chiudiamo la porta sul primo anno di OPI, subentrato a quell’IPASVI che ormai ci andava stretto sia per struttura che per mera denominazione. Un anno di cambiamenti sicuramente “nascosti”, molto più evidenti per chi lavora dietro le quinte che per chi agisce in prima linea… Ma è così che funziona l’evoluzione: soprattutto in ambiente professionale, nulla cambia improvvisamente. Non è successo con il DM 739/94 (Profilo professionale) e con la Legge 42/99 (Codice deontologico ed abrogazione del mansionario), nonostante la loro dirompente potenza; di certo non poteva accadere con la Legge 3/2018 (la cosiddetta “Legge Lorenzin”) che al confronto si limita a porre delle, pur rilevanti, precisazioni di natura amministrativa.

Ho nominato norme importanti – pilastri che definiscono il paradigma della disciplina – di cui amo scrivere spesso, poiché è un utile esercizio per chi legge: utile ai professionisti, per i quali l’importanza di tali norme passa spesso in secondo piano a causa dell’eccessiva operatività richiesta nei contesti lavorativi, che troppo sovente soffoca le conoscenze intellettuali acquisite; utile per i cittadini, ai quali viene fornita prova tangibile e tracciabile che l’infermiere è una figura indipendente (lontana dalla sussidiarietà a cui lo incatenava il mansionario), in grado di garantirgli competenza e sicurezza nell’erogazione dell’assistenza.

Va da sé, ed è innegabile, che non bastino però Ordine e leggi per fare il professionista. Se la normativa, e la formazione che ne consegue, servono a definire la figura dell’infermiere, sono poi altri valori a riempirla: nessun giurista può farlo al posto nostro. Sta quindi ad ognuno di noi infermieri donare contenuto alla professione, seguendo il sentiero virtuoso dell’impegno, dell’intelligenza, dell’aggiornamento, della caparbietà, dell’etica, della deontologia, della cultura e dell’autocoscienza professionale. E sta ad ognuno di noi cittadini dare la possibilità all’infermiere di esprimere la propria competenza e di conquistare la nostra fiducia; sta a noi affiancarlo nella battaglia contro il demansionamento che gli impedisce di essere il professionista che meritiamo; sta a noi rifiutare le prestazioni offerte dagli abusivi; sta a noi supportare la nostra prima linea di difesa contro le insidiose conseguenze personali e sociali della malattia.

Solo così, con l’impegno degli infermieri e il sostegno dei cittadini, l’istituzione dell’Ordine trova il suo senso; altrimenti, rimane un vuoto cambio di nomenclatura.

Concludendo, per il 2019 voglio abbattere una consuetudine e non fare auguri in ambito lavorativo, poiché ritengo che in un contesto scientifico non si debba mai fare appello alla fortuna, che ci distrae dal credere nella forza dello studio e della determinazione. La buona sorte, per chi ci crede, la voglio invece augurare per la vita personale e famigliare di ognuno di voi, per gli infermieri imprescindibile punto d’appoggio per una sana e soddisfacente attività professionale.

Alberto Campagnolo
Presidente OPI Asti


COMUNICATO STAMPA – Alberto Campagnolo è il nuovo presidente dell’OPI di Asti

Cambio di guardia ai vertici dell’OPI Asti. L’Ordine provinciale delle Professione Infermieristiche ha un nuovo presidente. Si tratta di Alberto Campagnolo, classe 1982, infermiere del reparto di Medicina A dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, che per quattro anni ha ricoperto la
vicepresidenza dell’Ordine astigiano (ora affidata a Carmela Di Rende).
“Rivestire un ruolo così importante – commenta il neo presidente OPI Asti – è al tempo stesso un onore e una responsabilità, ma soprattutto una sfida. Dire di voler mantenere il già ottimo ritmo degli ultimi quattro anni – prosegue Alberto Campagnolo – sarebbe troppo politico e poco adatto alla mia personalità. Il mio scopo è quello di potenziare l’attività dell’Ordine sotto ogni aspetto, avvicinandolo ulteriormente a professionisti e cittadini”.
Il nuovo presidente, infatti, è già entrato nel vivo degli impegni del direttivo, e questa settimana sarà presente al Consiglio Regionale OPI di Torino, oltre che a quello nazionale di Roma.
“L’obiettivo deve essere il miglioramento continuo: vestire i panni di presidente senza porsi dei traguardi ambiziosi – afferma Campagnolo – significherebbe tradire in partenza la fiducia degli iscritti”. Proprio per questo, per l’Ordine i consueti obiettivi saranno solo l’inizio. L’offerta formativa rivolta agli infermieri continuerà ad essere garantita come avvenuto in questi ultimi quattro anni, tant’è che l’Ordine astigiano ha già in programma una serie di incontri per l’anno 2019 per il raggiungimento dei crediti ECM obbligatori per legge per ogni professionista.
Ma non è tutto. Sull’agenda del presidente Campagnolo e del Direttivo OPI è già stata fissata la data del Consiglio Direttivo che, prima della chiusura dell’anno, consentirà ai laureati di novembre di completare l’iscrizione all’albo degli infermieri professionisti, con la possibilità così di partecipare
all’imminente concorso che sarà indetto dall’Asl AT.
Tra i nuovi obiettivi del neo presidente, invece, vi è sicuramente la volontà di avvicinarsi maggiormente anche ai colleghi che operano nel privato, per apprendere i metodi di lavoro e le realtà del territorio che non sono di competenza dell’Asl AT.
Alberto Campagnolo, infermiere da quasi 15 anni, è stato promosso alla guida dell’Ordine degli infermieri astigiani dopo le dimissioni di Domenico Calì. Il neo presidente, conosce molto bene quali sono le criticità della Sanità astigiana, imputabili soprattutto all’incremento degli accessi ed al
calo di personale (ai minimi storici). Giornalmente, infatti – come molti altri colleghi – è impegnato a fronteggiare tutto ciò in prima linea. Nel tempo libero, invece, si dedica da sempre alla tutela del ruolo della professione sanitaria nelle tematiche che si sviluppano online su blog, siti e pagine social, ma anche nella divulgazione e nel rapporto cittadini – infermieri, un’attività che continuerà a portare avanti d’ora in poi anche alla guida dell’Ordine degli infermieri astigiani nella nuovissima sede dell’OPI di piazza Goria, 1.


Questionario su “Consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”

Diamo diffusione ad un interessante questionario dedicato alla conoscenza del consenso informato e delle DAT da parte di professionisti e cittadini del territorio astigiano. L’analisi fa parte di un progetto proposto dall’Università degli Studi di Torino e abbracciato dall’OPI di Asti; la compilazione richiede solo un paio di minuti e sarà un contributo utilissimo per fare luce su questa realtà e tracciare una linea etica e deontologica per il prossimo futuro.

Il questionario è reperibile a QUESTO LINK.

Grazie a chiunque vorrà partecipare!


Regole di condotta per l’utilizzo dei social network da parte degli infermieri: il pronunciamento della FNOPI

Il 15 ottobre i 102 presidenti degli Ordini provinciali riuniti nel Consiglio nazionale hanno sottoscritto un documento sulla condotta dei loro iscritti sui social. Il messaggio è chiaro: ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito, e la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social.

Il pronunciamento contiene sia indicazioni per gli Ordini provinciali relativamente all’utilizzo di propri profili social, sia importanti regole di condotta per i professionisti. A seguire, si riporta proprio la parte di peculiare interesse per gli iscritti.

La presenza pervasiva dei social network impone un ragionamento e un posizionamento chiaro, da parte della Federazione e degli Ordini Provinciali, sulla
presenza infermieristica su tali piattaforme di comunicazione e relativi stili di condotta.
Proprio perché “confusamente affollato”, nonché popolato da migliaia di profili falsi e/o abusivi, Facebook è uno strumento spesso usato impropriamente da utenti che riversano on line sentimenti di odio e di scarso rispetto delle regole del vivere comune.
Purtroppo la comunità professionale infermieristica non è esente da alcune condotte deplorevoli sui social network. Ultimamente troppi casi in cui una compattezza professionale avrebbe potuto ottenere esiti positivi, sono diventati vetrine di una minoranza professionale livorosa, aggressiva e violenta che danneggia tutti. Questo comporta una serie di riflessioni e una chiara assunzione di impegno e responsabilità da parte della rappresentanza istituzionale. Infatti, ogni volta che un infermiere si presenta come tale e agisce sui social e sul web mancando di decoro, di rispetto, usando turpiloquio, rinunciando ad ogni possibilità di confronto costruttivo e sereno, parlando senza cognizione di causa sia in merito ad evidenze scientifiche sia in merito ad una consapevolezza ragionata dei fenomeni di cui discute, mina l’immagine di tutta la comunità professionale che ne esce mortificata sul piano etico, deontologico, culturale e frena la credibilità professionale e istituzionale nei confronti della società civile, politica e del sistema sanitario in generale entro cui opera.

Inoltre, confligge deontologicamente quando:
1) non tiene conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona;
2) non si impegna a cercare il dialogo nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche;
3) non persegue uno spirito di collaborazione e confronto con i colleghi o con altri professionisti sanitari e non;
4) non riconosce e valorizza lo specifico apporto degli altri attori nell’equipe;
5) non tutela il decoro personale ed il proprio nome e non salvaguarda il prestigio della professione.

Se i mezzi di comunicazione oggi ci hanno dato la libertà di parola su ogni argomento ed in ogni contesto, questo non significa che tale libertà sia esente da conseguenze anche disciplinari.
Se la Federazione e tutti gli Ordini Provinciali stimolano e credono in un confronto che trae anche dalle divergenze la sua ricchezza, altrettanto dovranno intervenire sul piano disciplinare quando questo confronto diventa solo un turbinìo non ricondotto di rabbia, privo di ogni dialogo e di mediazione.
A maggior ragione i rappresentanti di tutti gli Ordini delle Professioni Infermieristiche d’Italia si impegnano in prima persona a fungere da guida e da esempio per un corretto uso della comunicazione social e web e altrettanto si impegnano a vigliare e a far rispettare la deontologia che sempre più spesso viene a mancare, e con essa ogni elemento valoriale, sulle piattaforme social e web.


OPI Asti vi invita all’inaugurazione della nuova sede!

Grandi notizie!

La nuova sede dell’OPI di Asti (condivisa, come prima, con altri Ordini professionali) è completa e pienamente operativa, e verrà ufficialmente inaugurata venerdì 26 ottobre alle 18.00.  Invitiamo cittadini e professionisti a partecipare, per realizzare un momento di incontro e conoscere la nuova casa degli infermieri della Provincia di Asti e di chiunque incroci il loro percorso professionale.

Per le indicazioni precise basta cercare su Google “Ordine delle Professioni Infermieristiche di Asti”, la sede si trova in Piazza Goria 1.

Vi aspettiamo!


Corso ECM sull’errore clinico – GRATUITO!

La possibilità di arrecare danno è intrinseca alla pratica della medicina, soprattutto ora che risulta essere complessa, efficace e quindi potenzialmente pericolosa. Le innovazioni portano a nuovi rischi, le aumentate potenzialità comportano elevate probabilità di danno e le nuove tecnologie offrono nuove possibilità di risultati imprevisti e di rischi letali. La sicurezza del paziente e la gestione del rischio clinico quindi sono oramai obiettivi centrali in tutte le organizzazioni sanitarie.

OPI Asti organizza questo corso GRATUITO dedicato all’errore clinico e alla sua definizione, alle sue implicazioni e ai suoi risvolti sulla professione.

40 posti disponibili, per iscrizioni e informazioni sul corso, cliccare QUI