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IL CONSIGLIO NAZIONALE FNOPI APPROVA IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO DEGLI INFERMIERI

Dopo dieci anni il Codice Deontologico si rinnova, aggiornandosi con temi e considerazioni più attuali e non contemplate nella vecchia versione.

Molto più di un semplice elenco di norme, il Codice Deontologico svolge da vera e propria bussola morale per il professionista, da utilizzare per navigare tra i dubbi e le difficoltà etiche e morali.

Il nuovo codice è consultabile QUI, mentre QUI il link all’approfondimento dedicato sul sito della Federazione.


EVENTO ECM GRATUITO MAGGIO 2019: POSTI LIMITATI!

In occasione della giornata dell’infermiere 2019, presso la Casa delle Professioni, l’OPI di Asti organizza per il 10 maggio, venerdì precedente la ricorrenza, l’evento ECM “Implicazioni e aspetti innovativi in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (DAT) nella pratica professionale infermieristica” – Legge n. 219 del 22 dicembre 2017.
Più che un convegno, molto più che un corso, l’evento sarà un’occasione di approfondimento, aggiornamento e confronto, sviluppato sul doppio binario dell’apprendimento diretto (esposizione a cura dell’avv. Marina Faretra e del prof. Antonio Rimedio, con moderazione della dott.ssa Tiziana Stobbione) e della tavola rotonda tra infermieri dell’astigiano operanti nelle svariate realtà in cui consenso informato e DAT impattano fortemente sul rapporto tra professionista e cittadino.
Non mancheranno la possibilità di dibattito e un coffee break offerto dall’Ordine.

Sono disponibili 50 posti rivolti ad infermieri ed infermieri pediatrici e 5 posti riservati agli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica della sede di Asti.

CLICCA QUI per visualizzare la locandina con programma, dettagli ed informazioni per l’iscrizione.


Aumento della quota d’iscrizione 2019/2020

In attesa di inviare la comunicazione ufficiale, informiamo gli iscritti che per il 2019/2020 l’OPI di Asti si è visto costretto ad aumentare la quota d’iscrizione annuale di 10 euro (da 55 a 65).

Le motivazioni, che verranno esposte più dettagliatamente nell’assemblea annuale di aprile, sono riassumibili in pochi ma importanti punti:
– aumento della quota dovuta alla Federazione da parte degli OPI provinciali
– adeguamento all’inflazione (la quota non veniva aumentata da diversi anni)
– necessità di far fronte a nuove attività di gestione e tutela della professione (con il passaggio da Collegio ad Ordine, l’ente ha acquisito ruolo sussidiario – e non più ausiliario – dello Stato)
– difficoltà da parte degli Ordini con pochi iscritti (tra cui il nostro) a contenere le spese di gestione
– sostenimento delle sempre più impegnative ed onerose linee guida riguardanti la normativa anticorruzione e la gestione dei dati personali

Nel tentativo di contenere le spese, nell’anno 2018 il consiglio direttivo ha applicato diverse strategie (cambio strategico di sede, revisione dell’offerta formativa, congelamento di compensi e rimborsi dei consiglieri, gestione autonoma dell’area web e della produzione testuale e grafica), riuscendo però solo a posticipare l’inevitabile.

Il consiglio direttivo vede, nonostante tutto, la limitazione dell’aumento a “soli” 10 euro una vittoria arrivata dopo intense contrattazioni, revisioni e considerazioni sulle attività e sulle spese. D’altronde, come sottolineato recentemente dalla Federazione stessa, la forte evoluzione che sta attraversando la professione porterà inevitabilmente in un breve periodo ad un livellamento verso l’alto delle quote degli Ordini che sono riusciti in questi anni a mantenerle più basse (tra i quali figura, e lo diciamo orgogliosamente, quello di Asti).

Alcuni Ordini hanno preferito aumentare cospicuamente già da quest’anno la quota annuale; noi abbiamo preferito limitarci allo stretto indispensabile, e valuteremo anno per anno sul da farsi.

Per ogni ulteriore richiesta di chiarimento, l’assemblea annuale di prossima indizione sarà una piacevole occasione di confronto e discussione.



SPORTELLO INFORMATIVO SULLA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA

L’OPI di Asti è lieto di sponsorizzare un importante progetto del Corso di Laurea in Infermieristica: lo Sportello informativo sulla libera professione.
Tale sportello permette ad infermieri e studenti di potersi confrontare con esperti in materia di libera professione, per chiarire dubbi e curiosità, esprimere perplessità o confrontarsi su problemi che questa complessa ed affascinante dimensione della professione può generare.

Lo sportello è attivo in via sperimentale – fino a luglio 2019 – tutti i lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 19.30, previo appuntamento tramite telefonata/SMS/WhatsApp al numero 351.9410901 o e-mail a infermierilpasti@gmail.com. Il servizio è completamente gratuito.

Per la locandina con tutte le informazioni, clicca qui.


Questionario su “Consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”

Diamo diffusione ad un interessante questionario dedicato alla conoscenza del consenso informato e delle DAT da parte di professionisti e cittadini del territorio astigiano. L’analisi fa parte di un progetto proposto dall’Università degli Studi di Torino e abbracciato dall’OPI di Asti; la compilazione richiede solo un paio di minuti e sarà un contributo utilissimo per fare luce su questa realtà e tracciare una linea etica e deontologica per il prossimo futuro.

Il questionario è reperibile a QUESTO LINK.

Grazie a chiunque vorrà partecipare!


Regole di condotta per l’utilizzo dei social network da parte degli infermieri: il pronunciamento della FNOPI

Il 15 ottobre i 102 presidenti degli Ordini provinciali riuniti nel Consiglio nazionale hanno sottoscritto un documento sulla condotta dei loro iscritti sui social. Il messaggio è chiaro: ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito, e la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social.

Il pronunciamento contiene sia indicazioni per gli Ordini provinciali relativamente all’utilizzo di propri profili social, sia importanti regole di condotta per i professionisti. A seguire, si riporta proprio la parte di peculiare interesse per gli iscritti.

La presenza pervasiva dei social network impone un ragionamento e un posizionamento chiaro, da parte della Federazione e degli Ordini Provinciali, sulla
presenza infermieristica su tali piattaforme di comunicazione e relativi stili di condotta.
Proprio perché “confusamente affollato”, nonché popolato da migliaia di profili falsi e/o abusivi, Facebook è uno strumento spesso usato impropriamente da utenti che riversano on line sentimenti di odio e di scarso rispetto delle regole del vivere comune.
Purtroppo la comunità professionale infermieristica non è esente da alcune condotte deplorevoli sui social network. Ultimamente troppi casi in cui una compattezza professionale avrebbe potuto ottenere esiti positivi, sono diventati vetrine di una minoranza professionale livorosa, aggressiva e violenta che danneggia tutti. Questo comporta una serie di riflessioni e una chiara assunzione di impegno e responsabilità da parte della rappresentanza istituzionale. Infatti, ogni volta che un infermiere si presenta come tale e agisce sui social e sul web mancando di decoro, di rispetto, usando turpiloquio, rinunciando ad ogni possibilità di confronto costruttivo e sereno, parlando senza cognizione di causa sia in merito ad evidenze scientifiche sia in merito ad una consapevolezza ragionata dei fenomeni di cui discute, mina l’immagine di tutta la comunità professionale che ne esce mortificata sul piano etico, deontologico, culturale e frena la credibilità professionale e istituzionale nei confronti della società civile, politica e del sistema sanitario in generale entro cui opera.

Inoltre, confligge deontologicamente quando:
1) non tiene conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona;
2) non si impegna a cercare il dialogo nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche;
3) non persegue uno spirito di collaborazione e confronto con i colleghi o con altri professionisti sanitari e non;
4) non riconosce e valorizza lo specifico apporto degli altri attori nell’equipe;
5) non tutela il decoro personale ed il proprio nome e non salvaguarda il prestigio della professione.

Se i mezzi di comunicazione oggi ci hanno dato la libertà di parola su ogni argomento ed in ogni contesto, questo non significa che tale libertà sia esente da conseguenze anche disciplinari.
Se la Federazione e tutti gli Ordini Provinciali stimolano e credono in un confronto che trae anche dalle divergenze la sua ricchezza, altrettanto dovranno intervenire sul piano disciplinare quando questo confronto diventa solo un turbinìo non ricondotto di rabbia, privo di ogni dialogo e di mediazione.
A maggior ragione i rappresentanti di tutti gli Ordini delle Professioni Infermieristiche d’Italia si impegnano in prima persona a fungere da guida e da esempio per un corretto uso della comunicazione social e web e altrettanto si impegnano a vigliare e a far rispettare la deontologia che sempre più spesso viene a mancare, e con essa ogni elemento valoriale, sulle piattaforme social e web.